Carta stampata ;)
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Re: Carta stampata ;)
DEvo assolutamente comprare questo libro!!
appena finisco quello di faletti...
In un libro tutto da ridere, le confessioni di una donna «stremata»
«Ho sposato un deficiente»
Carla Signoris, moglie di Maurizio Crozza: «Gli mancano un sacco di cose, ma non la pancia»
MILANO – Carla Signoris, attrice, conduttrice, doppiatrice, fa il suo esordio in libreria. E probabilmente, al momento di cimentarsi con la sua prima fatica narrativa, non ha mai vissuto il «terrore da foglio bianco», avendo potuto beneficiare di una generosa nonché corpulenta "Musa", il marito e collega Maurizio Crozza. Ne è scaturito un agile e impietoso pamphlet comico il cui titolo, "Ho sposato un deficiente" (Rizzoli), non mancherà di solleticare la curiosità delle milioni – da un punto di vista delle fortune coniugali - di Carle Signoris sparse per lo Stivale.
UN DEFICIENTE – Per quanto risoluta nel mettere alla berlina il marito, Carla Signoris ci tiene a precisare che il titolo è forte solo in apparenza, essendo l'epiteto deficiente da intendersi non come imbecille, ma come lacunoso, privo di tanti aspetti e qualità, tranne una, «ma giusto quella: la pancia». La più grande mancanza rimproverata a Crozza è quella della cura di se stesso: «Quando l'ho sposato era così fisicamente tonico e asciutto che il disegno della sua muscolatura ricordava gli studi anatomici di Leonardo da Vinci […]. Quegli stessi studi anatomici oggi non sarebbero altrettanto particolareggiati […] e se Leonardo disegnasse il corpaccione di mio marito, oggi gli verrebbe fuori Jabba di Guerre stellari». Pagina dopo pagina scopriamo che Crozza è ipocondriaco, ossessionato dai cibi biologici, intollerante al pur minimo dolore, refrattario alle diete (ma risoluto nel volerle intraprendere, sebbene solo a parole), privo di autocontrollo e persino infantile nella gerarchizzazione dei suoi bisogni, visto che in cima alla piramide pone la triade pappa-cacca-nanna. Ma la dolce «metà, che come corporatura è esattamente il doppio» di Carla Signoris, gratta gratta, risulta essere un padre premuroso seppur goffo e un marito devoto, tanto da cadere nel panico ogniqualvolta sul volto della moglie non è stampato almeno un accenno di sorriso.
L'AMORE È CIECO – Frecciatine a parte, quindi, quello che Carla ha scritto è una confessione del superficialmente inspiegabile amore per il marito. Nonostante la pinguedine, se lui le chiede «Non ti piaccio più perché mi sono un po' appesantito?», lei riesce a sdrammatizzare: «Dopo tanti anni cosa vuoi che mi freghi del tuo corpo. Se sto con te è perché amo la tua anima. Bella, ma un filino gonfia».
L’ESORCISMO – Ma perché sbattere sulla pubblica piazza le deficienze del comico genovese? Il libro ha tutta l'aria di essere uno sfogo-esorcismo (per sopportare la convivenza), una critica costruttiva, uno sputtanamento urbi et orbi per costringere il marito a essere meno uomo (nel senso di pigro e lacunoso) e più donna (premuroso, ordinato e «forte»). E forse chissà, un manuale di sopravvivenza (tutto da ridere) per donne sposate a deficienti, a cui Carla Signoris sembra dire: «Non tenetevi tutto dentro, rinfacciate alle vostre metà tutte le loro deficienze». La cosa magari non migliorerà la vita di coppia, ma che sollievo sfogarsi!

In un libro tutto da ridere, le confessioni di una donna «stremata»
«Ho sposato un deficiente»
Carla Signoris, moglie di Maurizio Crozza: «Gli mancano un sacco di cose, ma non la pancia»
MILANO – Carla Signoris, attrice, conduttrice, doppiatrice, fa il suo esordio in libreria. E probabilmente, al momento di cimentarsi con la sua prima fatica narrativa, non ha mai vissuto il «terrore da foglio bianco», avendo potuto beneficiare di una generosa nonché corpulenta "Musa", il marito e collega Maurizio Crozza. Ne è scaturito un agile e impietoso pamphlet comico il cui titolo, "Ho sposato un deficiente" (Rizzoli), non mancherà di solleticare la curiosità delle milioni – da un punto di vista delle fortune coniugali - di Carle Signoris sparse per lo Stivale.
UN DEFICIENTE – Per quanto risoluta nel mettere alla berlina il marito, Carla Signoris ci tiene a precisare che il titolo è forte solo in apparenza, essendo l'epiteto deficiente da intendersi non come imbecille, ma come lacunoso, privo di tanti aspetti e qualità, tranne una, «ma giusto quella: la pancia». La più grande mancanza rimproverata a Crozza è quella della cura di se stesso: «Quando l'ho sposato era così fisicamente tonico e asciutto che il disegno della sua muscolatura ricordava gli studi anatomici di Leonardo da Vinci […]. Quegli stessi studi anatomici oggi non sarebbero altrettanto particolareggiati […] e se Leonardo disegnasse il corpaccione di mio marito, oggi gli verrebbe fuori Jabba di Guerre stellari». Pagina dopo pagina scopriamo che Crozza è ipocondriaco, ossessionato dai cibi biologici, intollerante al pur minimo dolore, refrattario alle diete (ma risoluto nel volerle intraprendere, sebbene solo a parole), privo di autocontrollo e persino infantile nella gerarchizzazione dei suoi bisogni, visto che in cima alla piramide pone la triade pappa-cacca-nanna. Ma la dolce «metà, che come corporatura è esattamente il doppio» di Carla Signoris, gratta gratta, risulta essere un padre premuroso seppur goffo e un marito devoto, tanto da cadere nel panico ogniqualvolta sul volto della moglie non è stampato almeno un accenno di sorriso.
L'AMORE È CIECO – Frecciatine a parte, quindi, quello che Carla ha scritto è una confessione del superficialmente inspiegabile amore per il marito. Nonostante la pinguedine, se lui le chiede «Non ti piaccio più perché mi sono un po' appesantito?», lei riesce a sdrammatizzare: «Dopo tanti anni cosa vuoi che mi freghi del tuo corpo. Se sto con te è perché amo la tua anima. Bella, ma un filino gonfia».
L’ESORCISMO – Ma perché sbattere sulla pubblica piazza le deficienze del comico genovese? Il libro ha tutta l'aria di essere uno sfogo-esorcismo (per sopportare la convivenza), una critica costruttiva, uno sputtanamento urbi et orbi per costringere il marito a essere meno uomo (nel senso di pigro e lacunoso) e più donna (premuroso, ordinato e «forte»). E forse chissà, un manuale di sopravvivenza (tutto da ridere) per donne sposate a deficienti, a cui Carla Signoris sembra dire: «Non tenetevi tutto dentro, rinfacciate alle vostre metà tutte le loro deficienze». La cosa magari non migliorerà la vita di coppia, ma che sollievo sfogarsi!

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